Il Paggio portabandiera di Luigi Mussini
L’ iconografia
Pubblichiamo l'intervento del nostro maggiorente Giordano Bruno Barbarulli in occasione della conferenza svoltasi al Museo Cassioli di Asciano l'8 maggio 2010.
I due quadri del Mussini hanno un particolare valore iconografico per la nostra Contrada poiché nelle componenti del vestiario del Paggio Maggiore è simbolicamente raffigurata la complessa vicenda dei colori della Tartuca.
Come è noto prima del dicembre 1859 - momento in cui il Comune di Siena accettò formalmente la decisione presa dai tartuchini di cambiare i colori della loro bandiera da giallo e nero a giallo e turchino - la Contrada era fortemente contestata dalla cittadinanza e dalle altre Contrade ed era regolarmente fischiata ad ogni apparizione in pubblico per i suoi colori filo-asbugici, nel periodo in cui fiorivano i primi sentimenti risorgimentali, fino al punto da registrare una crisi interna dirigenziale senza precedenti. Questa vicenda appare interamente leggibile nei due quadri del Mussini. Il costume raffigurato risale infatti ai primi anni ’60, quando fu deciso appunto di provvedere ad una nuova montura per il Paggio Maggiore recante i nuovi colori giallo e turchino.
Per la grande bandiera di rappresentanza venne utilizzato un bozzetto disegnato dal contradaiolo Giuseppe Papini intorno al 1845, periodo in cui si era cominciato ad ipotizzare il cambio dei colori inserendo anche il rosso delle Compagnie Militari, colore ripreso poi dal Mussini per ragioni scenografiche nel dipinto più grande. La calzamaglia a righe gialle e celesti e lo scollo d’oro, pregevole e raffinato ricamo, furono fatti fare dalla Manifattura Vannini a spese dei contradaioli nel 1864 e a questa stessa data risalgono anche il farsetto e le braghette del Paggio con la loro caratteristica foggia a sbuffo. Il costume apparve subito così elegante, tanto da rimanere lo stesso in occasione del rinnovo dei costumi del Corteo Storico del 1879. E per il suo stile inconfondibile, seppur leggermente modificato, fu utilizzato anche per i nuovi costumi del 1904. Ad eccezione dello scollo d’oro, oggi non più esistente (fu sostituito con un bavero trinato più semplice), tutto il resto è ancora scrupolosamente conservato nel museo della nostra Contrada
La raffigurazione del Mussini quindi, oltre ad essere emblematica dello stile rinascimentale dei costumi del Palio adottato dall’unità d’Italia al 1928, è una delle prime, se non la prima in assoluto, documentazioni iconografiche di un costume della Tartuca con i nuovi colori giallo e turchino assunti a partire dal 1860.
Giordano Bruno Barbarulli
Ultimo aggiornamento (Giovedì 20 Maggio 2010 22:06)


