Forum/Contrade, quale futuro?

Durante questo inverno si è molto parlato dello "stato delle Contrade", del loro futuro, del rapporto con il territorio e con le tradizioni. Sulla questione la Contrada della Selva con altre consorelle ha organizzato un'interessante conferenza-dibattito. Questo spazio può essere utilizzato da tutti i tartuchini per comunicare la loro opinione in merito a queste tematiche. Per farlo basta inviare una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Da soli non ce la possiamo fare

Sezione: Forum/Contrade quale futuro?

Se i senesi in questo periodo si godono come di consueto le vacanze, di certo non fanno altrettanto i nemici del Palio. Tra quest'ultimi abbiamo il dispiacere di aggiungerci anche la redazione della rivista "Wired.it" versione italiana del noto magazine americano, apprezzatissimo tra le generazioni più giovani con un alto livello culturale nel campo delle nuove tecnologie di informazione. La novità non è tanto la polemica sui presunti maltrattamenti agli animali, che ormai si danno per scontato, ma sulla poca trasparenza della nostra Festa, sulla mancata circolazione di foto cruente. La redazione di "Wired" non trova foto di cavalli morti in pista e pertanto vede bene di pubblicare in testa all'articolo una foto di un cavallo stramazzato a terra in un palietto siciliano di qualche anno fa. Scrive "Wired": "Da oggi, tra gli avversari del Palio ci siamo anche noi. Wired inizia una campagna per chiedere la chiusura di una tradizione che - nella migliore dei casi - maltratta gli animali. E che ha a che fare solo con il passato e nulla con il presente. (...) Ma una delle cose che ci piace di meno è la mancanza di trasparenza del Palio, soprattutto in una società in cui (anche) grazie a Internet la trasparenza è diventata un valore, per esempio nel rapporto tra cittadini e classe politica o tra utenti e aziende. Ecco, quello che non ci piace è che al Palio questa voglia di trasparenza non esiste: le immagini cruente vengono sempre tenute nascoste e chiunque voglia provare a riprenderle viene sempre ostacolato. La nostra domanda è semplice: perché? Perché i senesi che tanto amano il loro Palio sono contrari a far vedere tutte le immagini a esso collegato?"  "Wired" vuole la foto di un cavallo morto ed è inutile far loro capire che un cavallo morto in pista è un evento rarissimo, negli ultimi 10 anni è accaduto una volta, ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Il Consorzio ha diffidato la redazione e la foto è stata tolta. L'articolo per nostra fortuna - viene da dire - è ancora lì, in quanto i temi proposti sono talmente superficiali e squalificanti per una redazione professionale di giornalisti, che le risposte indignate dei lettori, non solo senesi, sono tantissime, alcuni promettono di disdire anche l'abbonamento. Inutile entrare nel merito della discussione, basta leggere i post che "Wired" ha ricevuto. Ma la riflessione che propone questo ennessimo atto di diffamazione verso il Palio, si basa proprio sul tema che anche il "Corriere di Siena" a firma di Stefano Bisi ("Un po' di dialogo non guasta") proponeva martedi scorso. E' essenziale, per le Contrade e per il Comune di Siena muoversi sempre di più nel confronto e nel dialogo con il mondo esterno, non solo con coloro che amano il Palio e lo vogliono conoscere ma anche con coloro che non conoscendolo non lo amano. Ormai è chiaro a tutti che da soli non possiamo vincere questa battaglia che ogni anno si arricchisce di continui attacchi frontali. Occorre crearsi una rete di "amici del Palio" che comprenda politici (non sarebbe male ogni tanto qualche dichiarazione di simpatia), personalità e soprattutto gente comune che una volta venuta a Siena sa riconoscere i valori di una civiltà viva e non legata a sterili schemi del passato, messaggio che invece molto spesso trasmettiamo involontariamente, anche attraverso immagini televisive che hanno l'effetto contrario a quello che ci proponiamo. Le Contrade debbono aprire sempre di più le proprie porte e comunicare costantemente con l'esterno soprattutto con i mezzi che fortunatamente la tecnologia ci mette a disposizione. Molto del destino del Palio si deciderà attraverso la condivisione ed il dialogo tra senesi e mondo esterno. Dobbiamo costituire un'autentica ragnatela comunicativa per controbbattere sullo stesso terreno. Essere ancora più ospitali con chi ce lo chiede, aprire i nostri Musei, far conoscere la nostra gente, allacciare rapporti diretti con organizzazioni esterne. Le nostre affermazioni ad un certo punto perdono, per forza di cose, di credibilità. Noi, per i nostri detrattori, siamo gli imputati ed i nostri argomenti sono spesso liquidati come "campanilismo", "voci del medioevo" "beghe antistoriche" etc. etc. La nostra voce deve diventare quella del non senese "Amico del Palio".

Ultimo aggiornamento (Giovedì 14 Luglio 2011 23:59)

 
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