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Mussini, benemerito protettore

Si parlava di un tartuchino ad Asciano, anzi di due tartuchini: Luigi Mussini ed il suo Paggio Portabandiera. La Conferenza, svoltasi sabato 8 maggio, nel bellissimo Museo Cassioli di Asciano, vedeva protagonista la nostra Contrada. Tutto ha inizio con il quadro donato dal famoso pittore purista  Luigi Mussini nel 1877 rapresentante il Paggio Maggiore della nostra Contrada. Dieci anni dopo l'artista nato a Berlino ma cresciuto artisticamente tra Firenze, Roma e Siena, dipinse un quadro simile, ma di dimensioni molto più grandi, ad un nobile amico suo mecenate. Questo secondo quadro che appartiene all'Accademia di Brera, differisce dal primo, sopratutto per i colori della calzamaglia: rossa anzichè gialla e celeste. L'ipotesi più probabile (a parte il fatto che la Tartuca per brevissimo tempo ha avuto come colori il giallo, celeste con un po' di rosso) è quella di una coerenza estetica e stilitica e di equlibrio cromatico. Infatti nel bandierone rappresentato nel quadro (ha campeggiato per lungo tempo in una teca nella nostra Stalla) spicca il colore rosso dovuto agli stemmi delle due Compagnie militari. La Tartuca, (grazie al lavoro dei Delegati al Museo e di Marzia Minetti)  ha portato per l'occasione oltre al quadro piccolo anche la montura originale, ed era rappresentata dal Priore Simone Ciotti, il Capitano, alcuni componenti la Deputazione, i Maggiorenti Notari e Barni e un gran numero di altri dirigenti e contradaioli. Dopo il saluto della Direttrice del Museo Milena Pagni, dell'Assessore Provinciale alla cultura e del nostro Priore, è intervenuto Gabriele Borghini (già Sovrintendente al Patrimonio Storico artistico ed etnoantropologico per le province di Siena e Grosseto) con una precisa ed interessante "lectio magistralis" sul tema. Al termine di questa bella giornata di cultura in compagnia di Luigi Mussini, è intervenuto anche il nostro Giordano Barbarulli per inquadrare da un punto di vista storico contradaiolo il dipinto con particolare riferimento alla storia dei colori della Tartuca.
8 maggio 2009

    

 

Montalcino, il giorno della premiazione

Grande partecipazione di atleti e di tartuchini per la premiazione della XXXI edizione della Marcia dell'Indipendenza. Targhe e premi per tutte le Compagnie Militari. A questo proposito un plauso ed un ringraziamento è doveroso rivolgerlo ad Alessandro Belleschi che con la sua creatività ha ideato e personalizzato dei ricordi originali ed eleganti, ed anche a tutti i tartuchini che attraverso il loro generoso contributo di "sponsor" hanno contribuito non poco all'organizzazione della Marcia. Occorre anche segnalare il puntuale e perfetto lavoro dei Delegati allo Sport di Castelsenio (Massimo Bandini, Niccolò Semplici, Martina Ricci e Riccardo Baiano) coordinati dall'infaticabile e frenetico Roberto Semplici che negli anni ha acquisito un'esperienza che è davvero una grande risorsa per questa manifestazione. Ottima anche la cena preparata dal gruppo di Marzia Minetti. Tantissimi, come dicevamo, gli atleti graditi ospiti della serata che hanno ritirato i premi secondo la categoria di appartenenza. La Marcia è stata vinta dalla Compagnia di Samoreci (Valdimontone) mentre nella speciale classifica per Contrada è risultata vincitrice la Contrada Sovrana dell'Istrice. La biciclettata, seppure non rappresentava un elemento agonistico, è stata appannaggio del Quartiere Ruga con Alessio Brandini. Un premio speciale al nostro Enzo Pacchiani ed il suo mitico "Vanette" che da sempre lavora dietro le quinte della Marcia con costante disponibilità e sacrificio.
7 maggio 2010

    

  

 

TARTUCA.IT, PRONTI VIA!

Il nuovo sito della Tartuca è on line. Come è stato più volte ribadito dal nostro Priore, l'informazione sarà uno dei settori della Contrada maggiormente da sviluppare. Per fortuna, nel nostro rione, vi abitano e vi lavorano molti tartuchini, ma altri risiedono lontano, addirittura all'estero, e pertanto è necessario adeguare gli strumenti a nostra disposizione per offrire a tutti, quelle informazioni che possono essere utili per conoscere la vita sociale della Tartuca e per trasmettere quel sentimento di appartenza che, una volta, si radicava unicamente frequentando le strade del rione e la nostra Società. Per mantenere viva la tradizione e il legame con il passato, con la nostra storia, oggi sono necessarie nuove prospettive, occorre individuare nuovi ormeggi su cui legare, collegare i rapporti tra Contrada e Contradaioli. Il sito web vuol essere per la Tartuca uno strumento di informazioni quasi quotidiane, un Murella Cronache on line in continuo aggiornamento non solo per informare i tartuchini, ma anche per far conoscere all'esterno le posizioni ufficiali della Contrada. Un'associazione di persone, così stratificata e organizzativamente complessa come la Contrada non può fare a meno di internet, non può far finta di non vivere il proprio tempo.
Queste prime pagine di tartuca.it , ancora ampiamente incomplete e da perfezionare rispetto alle intenzioni iniziali, sono solo un primo assaggio. Lo stile grafico è volutamente semplice e moderno e la piattaforma su cui si sviluppa permette una estrema facilità di gestione dei contenuti. Sarà uno spazio, in teoria infinito, su cui costruire la nostra casa virtuale, con il contributo di tutti: dai Delegati al Protettore. A breve sarà esposto il progetto di comunicazione diretta per i vari responsabili dei settori, in un'apposita assemblea in cui saranno fornite dal nostro valente Cancelliere, tutte le informazioni necessarie per comunicare gli aggiornamenti in tempo reale, accedendo direttamente al nostro sito.
Probabilmente, come tutti i migliori giornali vi potranno essere errori e per questo vi saremo grati se ce lo segnalate. Il nostro cittino è appena nato, abbiate pazienza, d'altra parte ci vuole tempo per trovare il materiale e digitalizzarlo. Non ci resta che salutare al grido di W LA TARTUCA!

 

Da Castelsenio al Museo

La vecchia Società di via Tommaso Pendola si sta lentamente trasformando in quello che sarà il nuovo Museo tartuchino. La facciata in mattoni è caduta sotto i colpi dell'impresa edile che quotidianamente lavora con la direzione di Andrea Milani. All'interno il cambiamento è palpabile. L'ingresso ha assunto un'altra fisinomia, nel salone inferiore, sede di tante cene, adesso è stata scoperta un enorme e bellissima cisterna, così come davanti all'ex bar. In quella che era la Sala da ballo ed ancora prima la Sala degli specchi con annesso giardino, saranno posti i nostri drappelloni e si trasformerà  nella Sala delle Vittorie. Stiamo vivendo un cambiamento di cui, al momento, solo gli addetti ai lavori hanno la percezione.
La nostra sede istituzionale, se tutto procederà secondo i tempi stabiliti e non vi saranno intoppi di mezzo (almeno questa volta!) vedrà la luce entro il biennio di questo Seggio direttivo vale a dire entro il 2011. Si tratta, senza dubbio, dell'opera più importante della nostra Contrada dai tempi della costruzione dell'Oratorio del 1685. Oggi come allora la Contrada fa tutto da sè. Se le maestranze del cantiere dell'Oratorio erano tutte appartenenti alla Tartuca, dobbiamo essere orgogliosi se a distanza di oltre tre secoli, il progetto nasce in uno studio di architettura tartuchino e per di più a pochi metri di distanza dal futuro Museo. E' lo stile della nostra Contrada e questo meraviglioso momento, costellato da vittorie e, soprattutto, da una serenità interna invidiabile, ci porterà a breve a godere di un patrimonio storico ed artistico rimasto finora nell'ombra dei magazzini.

A destra, uno spaccato dei lavori nel punto in cui sarà posto il magnifico altare delle Quarantore.