Sentenza sui confini: i dati oggettivi

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Alla luce delle insistenti imprecisioni sentite e lette in merito alla incredibile situazione che ha portato la Contrada della Tartuca davanti alla giustizia ordinaria, è necessario fare chiarezza su alcuni aspetti fondamentali.

  • La Contrada della Chiocciola, solo pochi anni fa, ha ritenuto che la Contrada della Tartuca avesse violato i confini territoriali indicati nel Bando di Violante di Baviera. La Contrada della Chiocciola ha proposto il procedimento di arbitrato, recentemente previsto dal Magistrato delle Contrade, per tentare di modificare una situazione mai contestata da tempo immemore e definita alla metà degli anni 80 con l’apposizione delle mattonelle e portabandiere di confine da parte di entrambe le Contrade.
  • La Contrada della Tartuca non ha ritenuto di dover aderire alla richiesta di arbitrato, poiché il problema era già stato affrontato e chiarito oltre trent’ anni fa, anticipando così di fatto tale percorso.
  • La Contrada della Chiocciola ha ritenuto opportuno di promuovere, prima nella storia di Siena, un procedimento giudiziario contro una consorella.
  • Il Tribunale di Siena ha totalmente respinto le richieste della Contrada della Chiocciola, dimostrando così di ritenere pienamente fondate le argomentazioni della Contrada della Tartuca.
  • La sentenza afferma tra l’altro che "il Bando ha natura normativa ed è, a tutt’oggi, vigente nel nostro ordinamento", come pacificamente anche dalla Contrada della Tartuca già ampiamente riconosciuto ed in considerazione del mutamento dei luoghi, dell'uso nel tempo mai contestato di quella parte di territorio e degli accordi a suo tempo intercorsi tra le due Contrade, ha ritenuto prevalenti e fondate le argomentazioni svolte dalla Contrada della Tartuca.
  • La sentenza riconosce inoltre che il Priore della Chiocciola di allora, dott. Menicori, seppur oggi delegittimato e rinnegato dalla Contrada della Chiocciola, aveva tutti i poteri per procedere all'apposizione delle mattonelle e portabandiere che non rappresentavano un “nuovo” confine, ma molto più semplicemente il riconoscimento di una situazione di fatto e di diritto ormai consolidata da tempo immemorabile.

Non sta certo a noi valutare sulla stampa cittadina la correttezza di una sentenza con il rischio, come fatto da altri, di scadere in valutazioni superficiali e devianti tese ad orientare l’opinione.
Mai ci permetteremmo di chiedere al Magistrato delle Contrade e/o all’Amministrazione Comunale di “interpretare” il contenuto di una sentenza emessa dall’Autorità Giudiziaria.
Vero è che a chiunque proponga un'azione giudiziaria con la presunzione di avere tutte le ragioni, dispiace (e molto) di vedersele negare dal Giudice stesso. Ma tant'è.


Allegato: La sentenza del Tribunale di Siena del 12 gennaio 2019 (pdf) >>

(disegno, acquerello a colori di Arturo Viligiardi, 1928)

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