Il "senso" vestibolare spiegato da Daniele Nuti
In una Sala delle Adunanze gremitissima venerdì 17 aprile è stato presentato il volume di Daniele Nuti "In Equilibrio sulle Vertigini" edito dal Gruppo Albatros Il Filo. Il priore Simone Ciotti ha aperto questo nuovo appuntamento culturale della Rassegna "Pagine e Parole" curato dalla Commissione Museo della nostra Contrada ringraziando tutti presenti, specie i tanti non contradaioli accorsi.
Ad aprire la presentazione il Prof. Marco Mandalà, Ordinario di Otorinolaringoiatria a Siena e allievo prediletto di Daniele. Mandalà che ha scelto le vertigini dopo una sua lezione, ha illustrato attraverso il percorso di vita medico e personale (con bellissime foto di famiglia e di appuntamenti internazionali) del suo mentore le tappe fondamentali del disvelamento di quel disturbo, studiato da entrambi per tutta la vita. Come le tappe del sodalizio professionale e amicale con un altro luminare della medicina, David S. Zee, divenuto tartuchino per volere del Prof. Nuti.
A lui è toccato svelare il senso vestibolare che il volume, che ho avuto l'onore di curare, spiega a chi ne soffre e non sa come funzioni. Un compendio divulgativo, che descrive dal punto di vista scientifico alcuni degli aspetti che caratterizzano le vertigini e non solo (orecchio, propriocezione, movimento in generale, ecc. da manuale spiegato bene) sia da un punto di vista funzionale, che psico-neurologico. Arricchito da esempi pratici, casi specifici relativi ai pazienti incontrati negli anni (molti presenti ieri!).
Il progetto è nato proprio nel nostro Museo un anno fa: per Murella di marzo 2025 intervistavo (come durante la presentazione) il prof per raccontare il palio di Botero nell'anno della sua più grande retrospettiva in Italia. È stato il mio primo palio vinto nella Tartuca e per lui l'apice del successo da dirigente tartuchino: era uno dei Mangini vittoriosi di Carlo Arezzini. All'improvviso seduti davanti ai palii vinti mi chiede: "lo scriveresti un libro con me?". E io ho detto sì senza sapere nulla di nulla dell'argomento. Così è volato in un niente il botta e risposta sui capitoli. E poi ci siamo divertiti. Lui a spiegarmi il suo mondo tra otoconi e osservazione diretta, mentre io lo rendevo fruibile. Ci siamo messi in equilibrio (il titolo è mio e me ne vanto!): la cosa più complicata da fare nella vita.
Angela Oliva
PS Non abbiamo lavorato da soli; dobbiamo ringraziare altri due tartuchini per alcune immagini del volume: Stefano Ricci Cortili e Clelia Venturi. La copertina è una creazione di Martina Saracini


























