Quella appena trascorsa è stata una settimana densa di appuntamenti, legati ai festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità italiana ed anche la Tartuca ha fatto la sua parte. Nei giorni del 16 e del 17 marzo, il Museo è stato aperto in via straordinaria, al pari di quello delle altre Consorelle. Per l'occasione è stato esposto all'ingresso della sede museale il Tricolore italiano, forse per la prima volta dalla visita dei Reali del 1887. I numerosi tartuchini che hanno partecipato alla serata "Il Risorgimento della Tartuca" svoltasi  venerdi 18, sono stati sorpresi dall'allestimento patriottico del salone di Castelsenio, addobbato con eleganza da Marzia e le sue amiche che hanno anche curato un eccellente menù tutto basato sui colori della bandiera italiana ed alla fine, cantare l'Inno di Mameli è stato del tutto naturale. Dopo il saluto del Priore, Giordano Barbarulli ha illustrato le fasi salienti del Risorgimento italiano alternandoli con gli episodi più importanti della storia tartuchina dell'epoca. La nostra Contrada, come ormai tutti sanno, attraversò un periodo di profonda crisi, dovuta ai colori giallo e nero che venivano associati a quelli del dominio austriaco. Dimissioni del Seggio, persone che non volevano vestire una montura fatta oggetto di scherno da parte di tutta Siena, violenti scontri con la Chiocciola e carriere perse a causa dell'atteggiamento ostile delle altre Contrade. Una situazione molto pesante che portò la Tartuca anche alla drastica decisione di rinunciare a partecipare ad un Palio. Alla fine, dopo 18 anni di digiuno, nell'anno dell'Unità d'Italia, la Tartuca tornò con forza e determinazione a vincere un Palio nel quale aveva speso fior di quattrini. Sono stati anni drammatici ed appassionanti dai quali la nostra Contrada ha trovato il coraggio per andare avanti e superare con grande volontà un periodo buio, quasi come un "Risorgimento tartuchino".

   

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