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"Per riemergere dall'ombra ogni pezzo della memoria - il passato nel presente - si giova di un appiglio, di un'immagine impressa nella mente o consegnata alla carta. Ha scritto Sant'Agostino che "quando si raccontano avvenimenti passati veri, non si tiran fuori dalla memoria gli avvenimenti stessi, ma espressioni formate dalle loro immagini che si sono impresse a guisa di orme nell'animo per mezzo di sensi". Così ha scritto Roberto Barzanti sull'ultimo N.U. tartuchino nella sua stimolante e dotta definizione di parole come "mito", "memoria" "ricordo". Ed anche se oggi siamo condizionati dalla tecnologia che come dice giustamente Roberto ha ridotto "l'affabulante indeterminatezza dell'oralità", vi sono momenti della storia recente della nostra Contrada che rientrano a pieno titolo in quegli spazi della memoria collettiva destinati ad essere raccontati, seppure stimolati da una breve  traccia video ovvero poco più di un'orma. Uno di questi momenti, come lo era stato il 1951, è certamente rappresentato dalla vittoria del 1991, esattamente venti anni fa. Quel formidabile anno non ha rappresentato solo la fine di un lungo digiuno e la prima vera vittoria per una intera generazione di tartuchini, ma si è rivelato il punto di partenza di una stagione paliesca e contradaiola straordinaria  e che trae origine da un modo di progettare il palio e la contrada in modo "laborioso e raffinato" fortemente radicato nella Tartuca. Il breve video amatoriale che riproduciamo vuol essere, lo ripetiamo, uno stimolo per riaccendere la memoria e per sorprenderci di come per ognuno di noi rappresenti qualcosa di diverso pur nella comune appartenenza in forma di ricordo contradaiolo. "Mi sembra ieri" dirà qualcuno, "Io avevo dieci anni" dirà il trentenne di oggi, "A me lo ha raccontato il mi' babbo" dirà il figlio generato, magari, da quella vittoria. Il video rappresenta i preparativi alla festa "Un rione per la città" che inaugurò un modo nuovo di celebrare la vittoria, poi seguito da tutte le consorelle. Una esperienza nuova ed unica nel suo genere nella quale i tartuchini riaccesero quella geniale operosità di cui nei secoli sono stati maestri e precursori.

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