Un giorno al museo... di Aceto
Un freddo sabato novembrino, presi treni auto e pulmini, ci siamo ritrovati in centro ad Asciano, dove ad attenderci c’era una vecchia conoscenza di Siena e della Tartuca: Andrea Degortes.
Il popolarissimo fantino ha da poco inaugurato il Museo a lui dedicato, ricavato dalle stanze del negozio che fu della moglie Marzia. Ogni angolo, tutte le pareti di questa esposizione mostrano un pezzo di Storia di vita senese a tutto tondo.
Molte sono le opere, prevalentemente fotografiche e pittoriche, che ricordano i due spazi temporali che legano Aceto alla Tartuca: il nerbo d’argento che la Contrada gli regalò alla Cena della Vittoria del 1972. Ma non voglio spoilerare altro perché è mia intenzione invogliare i nostri lettori ad andare a visitarlo.
Magari con la fortuna, che abbiamo avuto noi, di visitarlo insieme al protagonista.
Dopo la foto di gruppo davanti all’ ingresso, siamo andati a pranzo una manciata di metri più in là, in un ristorante, con lo stesso Aceto. E siamo stati benissimo. Anche perché a tavola con noi c’era un vulcanico Penna Nera, che, a parte un po’ di confusione tra Lira ed Euro, seguiva i nostri discorsi e le nostre domande con grande lucidità. Chiaramente non è mancato il ricordo della stagione biennale 1989/1990, ove il nostro Capitano di allora, Angelo Cortecci, regalò alla sua Contrada il miglior fantino in circolazione in quel momento. E il Professore sottolinea con tutta la sua rinomata umiltà:
-Lo sono anche ora, naturalmente, sono il numero uno!
Non sono mancati elegantissimi sassolini tirati fuori dai mocassini:
- Eravate tutti convinti che Bruschelli fosse più bravo di me e che avrebbe battuto naturalmente il mio record, ma si è fermato anche lui. Ora ne dovrebbe vincere tre perché sarebbero due, ma uno lo ha vinto scosso (Leocorno 2001), quindi non conta!
Ma il fiume non lo trattieni mai del tutto:
E poi si fermerà anche quell’ altro; anche lui uno lo ha vinto… dall’ Ospedale, lo avevano già portato via dopo la caduta.
L’ impeto del Degortes era innescato e per tornare nei giusti ranghi, gli è stato consegnato il regalo personale fattogli dal Priore, che raffigura l’arrivo vittorioso del luglio ’72, accompagnato da una bella lettera scritta di pugno dallo stesso Simone Ciotti. Letta davanti a tutta la tavolata, è salutata da un fragoroso applauso, a cui si è unito lieto, anche il festeggiato.
Al suo fianco si è accomodato da principio Capitan Niccolò Rugani, che, tra le confidenze, ha riscosso il ricordo-complimento indirizzato allo zio Fabio. Ma Aceto continua riconoscendo a Cianchino di essere stato il più bravo dei colleghi; Beppe Gentili il “migliore di sempre”. Ma soprattutto la richiesta di assunzione come ‘co-vincitore’, pagato solo in caso di vittoria. Il Capitano ha preso tempo per rifletterci.
Dopo un sublime tiramisù, il pranzo volgeva al termine, e dopo un’ultima sbicchierata digestiva nel bar di fronte, tutti abbiamo recuperato i mezzi di trasporto scelti per rientrare verso Siena, con il ricordo di una giornata davvero indimenticabile. Grazie soprattutto a quel personaggio splendido che è Andrea Degortes, che la Tartuca amerà per sempre, e di cui il sottoscritto è stato anche “bagnino”, giusto per capire.
Questo ha solo un nome: Contrada.
Stefano Pagni


























