Ciao Rosetta
Rosetta era a cena in Contrada proprio venerdi scorso, tranquilla e serena insieme alle sue amiche ed al suo figlio Massimo. Se ne era andata salutando tutti e mai noi avremmo immaginato che sarebbe stata l'ultima volta. Così accadde anche a Dario Stanghellini dieci anni fa, e ci viene da pensare che, seppure sempre doloroso e inaccettabile, quell'ultimo addio compiuto dopo aver trascorso una bella serata in Contrada, in mezzo agli amici e magari con il Palio davanti, sia, (il più tardi possibile, s'intende) un commiato auspicabile per tutti. Rosetta Massai era la compagna fedele di Nevio, il postino della Tartuca. Una coppia unita, li ricordiamo sempre insieme in tutte le occasioni di Festa della Contrada. Rosetta da giovane era stata una presenza importante per Castelsenio insieme al gruppo di Eugenia (con lei nella foto accanto), Leda, Ilva, Giselda, Anita e Lida. Al figlio Massimo, al nipote ed a tutta la famiglia Mantovani Massai vanno le più sincere condoglianze della Contrada.
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 01 Settembre 2010 18:07)
Gli estruschi di Giulio ed il Palio
Come si fa a non credere al benevolo segno di Giulio Pepi in questo bellissimo Palio di agosto? Già nel Numero Unico del 1991, con un divertente disegno di Giovanni Mazzini si rappresentava un canopo etrusco con le sembianze del nostro Giulio. Nel Numero Unico "Diciannovenovantuno" si scriveva a proposito del canopo: "E proprio per il suo peculiare colore bronzeo pare quasi certo che il volto raffigurato appartenga a quel Julius - o Pepius - che fu grandissimo Lucumone del luogo sacro compreso tra il poggio, appunto, di Sant'Agostino e quello di Santa Mustiola (l'odierno Orto Botanico)". E, cabale delle cabale, nell'ultimo numero di giugno di Murella, è stato pubblicato un approfondito studio - anche questo di Giovanni Mazzini - sulle origine etrusche di Siena, partendo dalle riflessioni appassionate di Giulio. A corredo del testo in questione fu pubblicato (ma chi lo sapeva che anche Franco Fortunato lo avrebbe
rappresentato nel drappellone?!) proprio il famoso "Palio degli Etruschi" della tavoletta di Poggio Civitate, riscoperta e rivalutata da Giulio negli anni ottanta quando era direttore dell'Azienda Autonoma del Turismo di Siena facendo realizzare addirittura una pregevole riproduzione (in alto a sinistra) in simil bronzo. E' troppo evidente il filo che ci lega al nostro Giulio scomparso proprio quest'anno, la cui presenza era stata evocata anche nell'ultima Assemblea Generale prima del Palio con la presentazione di parte dei suoi diari. Da lassù certamente ci ha guidato verso la Vittoria seguendo quel vincolo sentimentale degli Etruschi con il quale ha guidato anche la mano felice del pittore per l'ispirazione della "sua" formella, quella che ci parla di un Palio antico, il nostro Palio.
Ultimo aggiornamento (Sabato 28 Agosto 2010 15:27)
Oltre il tempo, oltre la leggenda
Trecciolino e Istriceddu portano
la 53.a vittoria e 1/2 in Castelvecchio

Sei Palii in 19 anni, 12 giri primi negli ultimi 4 Palii vinti, due vittorie su due per il nostro Capitano Massimo Sportelli. Non solo. Abbiamo riportato il Cencio in Castelvecchio dopo appena tredici mesi con il cavallo andato in sorte alla Chiocciola il 2 luglio 2009 e con il quale era partita ultima. Queste sono le cifre, i dati che nella loro fredda oggettività danno la misura della forza e della determinazione della Tartuca. "Mai paghi sarem di cogliere.." recita il nostro inno e noi crediamo fermamente nella forza di questo comandamento. La favola continua, Gigi trionfa per la terza volta con il giubbetto giallo e celeste, proseguendo la strada intrapresa con Carlo Arezzini. La Tartuca è anche questa: continuità, coesione e serenità. Armi che talvolta nel Palio valgono più del richiamo dei denari. Insomma ci abbiamo preso gusto e tutto adesso ci riesce bene. Il meraviglioso Palio di Eugenia Vanni è ancora da sistemare nel Museo e GIA' arriva quello di Fortunato a fargli compagnia. E' il Palio delle mille cabale, degli Etruschi di Giulio Pepi, è un Palio che, è strano a dirlo, ma sentivamo nostro ancor prima della Tratta. Siamo pronti al sorpasso. Con umiltà naturalmente.









