Per sempre Mauro

 Una vita dedicata alla sua  comunità

 

"Ho trovato nella Contrada una ragione importante, una capacità di legare le persone, generazioni anche lontane ma chiamate ad educare a parlare lo stesso linguaggio, esprimendo una comprensione reciproca. La capacità della Contrada di creare una comunità è il dono più grande da condividere".
Sono le ultime parole di una lunga chiacchierata di Mauro Barni con i giovani redattori di "Murella Cronache", per un articolo che pubblicammo esattamente un anno fa. Una sintesi perfetta dei tanti significati che possiamo dare al nostro vivere nella comunità-Contrada, un messaggio da lasciare alle generazioni future, quasi un comandamento da rispettare e tramandare.
Adesso, in questa calura di un luglio torrido e vacanziero, Mauro, giovane novantenne, se ne è andato, lasciandoci il suo enorme bagaglio di umanità, di conviviale presenza, di intelligente e appassionata partecipazione nella vita della Tartuca e di Siena.
Cancelliere, Presidente di Società, Vicario generale sono stati i suoi ruoli istituzionali che ha accettato con entusiasmo fino a quando la comunità senese non lo ha chiamato a ricoprire gli importanti incarichi di Sindaco, Rettore dell'Università degli studi ed infine Rettore dell'Università per stranieri. Seguendo le orme del padre Benedetto, si era laureato in Medicina divenendo in breve tempo un affermato medico legale di prestigio internazionale.
Il suo inesaurible spirito goliardico aveva trovato un felice approdo agli inizi degli anni '50, con le innumerevoli iniziative che alimentava insieme al suo grande amico Giulio Pepi, di cui bilanciava una impostazione più storicamente pomposa delle vicende tartuchine. Fondò la Compagnia di Porta all'Arco, inventandosi la figura dell'Eremita, un perfetto alter-ego per dare libera esplosione al suo carattere ironico e gioioso. Con Giulio fu l'artefice dei numeri unici del 1951 e del 1953 ed insieme scrissero anche il bellissimo inno della Tartuca, le cui parole ci fanno gonfiare il petto, emozionandoci tutte le volte che lo cantiamo.
E' un giorno triste per noi tartuchini, ci mancheranno i suoi saluti affettuosi, il suo sorriso, i suoi interventi precisi, brillanti e mai banali che ascoltavamo in religioso silenzio durante le Assemblee. Mauro ci ha fatto anche ridere, ha dato un senso al modo di vivere la Contrada con la gioia nel cuore senza drammi, era giovane nello spirito, sempre con lo sguardo rivolto al futuro fino all'ultimo.
A testimonianza della sua febbrile attività, un paio di settimane fa ci aveva inviato due articoli per "Murella Cronache", che pubblicheremo nel prossimo numero. Il suo interesse nei confronti della Contrada e della città non si è mai interrotto. I suoi ricordi erano sempre lucidi, raccontati con precisione e  ironica leggerezza, sdrammatizzando anche le situazioni più penose.
Mauro è dentro di noi, ci ha donato tanto ed è impossibile racchiudere una vita così piena, alimentata da un forte senso civico, nelle parole di un breve ricordo. Ci vorrebbe un battuta delle sue e invece, ci scuserà, ma adesso riusciamo solo a piangerlo.
Tutto il popolo tartuchino con un abbraccio affettuoso e sincero è vicino alla moglie, alle figlie ed a tutta la famiglia. 

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