La Porchettata del Capitano

Si rinnova la tradizione dell'Eremita di Porta all'Arco

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"L'aria sa di cacio" dicevano i nostri vecchi per indicare che il Palio era vicino. L'antica tradizione ideata da Mauro Barni e Giulio Pepi si è rinnovata con l'omaggio all'Eremita di Porta all'Arco festeggiato dalla Porchetta offerta dal nostro Capitano Gianni Cortecci. Moltissimi i tartuchini che hanno gremito il salone di Castelsenio per trascorrere una serata divertente e serena, e corteggiare la sorte che a breve darà il suo responso. Anche quest'anno la Compagnia di Porta all'Arco ha voluto segnalare con una speciale medaglia un tartuchino che fosse di esempio ai più giovani. E' stata la volta del nostro Alessandro Belleschi, instancabile contradaiolo, grafico, allestitore di festa, ideatore di Numeri Unici e molto altro. La dedica, letta, da Stefano Pagni la potete rileggere qui sotto. Inoltre è stato molto applaudito l'intervento del giovane Bernardo Mario che ha letto un bellissimo sonetto per l'occasione. 

Alessandro Belleschi
motivazione medaglia di Porta All'Arco

Se Armando Testa e Bruno Munari sono stati i grafici designer più famosi d'Italia, noi abbiamo Alessandro Belleschi. Con il suo inconfondibile stile grafico ha firmato tutti i momenti importanti della vita contradaiola. C'è stato un momento in cui la frase più ricorrente del Priore alle Assemblee della Contrada era: "Un applauso al Belleschi". Dopo il famoso colore "Terra di Siena" la nostra città può vantare anche il riconoscimento internazionale dell'altrettanto rinomato "grigioBelleschi". Questo colore ha svolto un ruolo così importante per la Tartuca che durante l'ultimo rinnovo delle monture Carlo Venturi lo voleva abbinare ai tradizionali giallo e turchino nei tessuti per la Comparsa, ma il Sindaco incomprensibilmente si oppose. Nel 1994 gli affidammo la realizzazione del Numero Unico, quello tipo agenda del telefono, il cui progetto in seguito fu richiesto anche dalle Pagine Gialle. La sua prolifica attività ha generato tutto un lessico di frasi tipiche: "L'ha fatto il Belleschi", "Si domanda al Belleschi", "E' più strano di un manifesto del Belleschi", "Questo non l'ho capito". Maniaco della precisione ad ogni costo, per rispettare questo comandamento morale non si ferma davanti a niente. Ne sa qualcosa Marco Jannucci il quale, durante l’impaginazione di un Murella Cronache di venti anni fa, dopo una nottata intera passata davanti al computer, alle 5 di mattina, all’ennesima richiesta di spostare una foto di un millimetro, esplose sbraitando come un ossesso davanti all’impassibile Belleschi: “Ma è il giornalino di Contrada mica l’enciclopedia Treccani!”. Spense il computer e andò a dormire sul divano. Geniale ed innovativo, il talento di Alessandro si è espresso anche in opere di storica memoria come quella in travertino che ha campeggiato per venti anni nel salone di Castelsenio, la vetrata dell'Oratorio, e l'allestimento della nuova Sala della deputazione, tanto per citarne alcune tra le tante. Ha felicemente interrotto una tradizione grafica un po' datata e scontata suscitando l'ammirazione anche delle altre Consorelle, ogni qual volta gli abbiamo commissionato un regalo. Un giorno, è certo, gli faremo una mostra, come merita un tartuchino di talento come lui, per adesso si accontenti di questa medaglia: anche se non l'ha fatta lui, è bella lo stesso!

 

Il Sonetto di Bernardo Mario

In un tempo che a ricordar fatico
tre tartuchini in vena d'ironia
volser lo sguardo al busto dell'amico
marmoreo sì ma di gran compagnia

voller che fosse con animo antico
ove regnar dovea la goliardia
e le medaglie, questo ti dico
assegnate eran sempre con ironia

risorge qui nella sbandierata
l'onor che un giorno fu di quel frate
di Porta all'Arco la rossa crociata.

Ed occhio a voi che ora banchettate
seduti qua all'allegra porchettata
a che il passato non dimentichiate.

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